TIMIATI
Dal mezzo in giù lo scudo dello stema di costaro era lavorato a pali rossi e neri; dal mezzo in su, sopra la linea divisoria, era un vaso come un vina di bocca larga che mostrava tramandare fumo. Il campo era d’argento. Era m. Francesco, figliolo di m. Cristoforo Timiati, un droghiero assai denaroso in Cento del 1580, di nazione veneziano, e che nella mostra o prospetto del suo negozio havea quest’arme secondo l’uso di que tempi dipinta. Egli ottenne in moglie, del 1584, Dorothea figliola di m. Giuliano Accarisi, una delle più riguardevoli famiglie della Terra, et habitò andando al Rosario dalla parte di levante di Borgo da Sera; presso la casa che fu poi di Fabio Ghesini.